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10 consigli per distinguere un Mobile Autentico da uno “in stile” o da un falso – Antichità Radogna

Nel laboratorio di Antichità Radogna dal 1969 sono passati molti mobili: autentici, in stile e anche falsi. Quest’ultimi non possono però essere definiti pessimi mobili, spesso infatti la fattura di un falso supera quella di un mobile antico difettando però di storicità e autenticità, poichè ottenuti con tecniche moderne. Con un’esperienza di più di 50 anni possiamo riconoscere e distinguere un autentico da un falso con un solo sguardo. Ma come possiamo aiutarvi nel imparare a distinguerli?

Vi proponiamo oggi 10 consigli per non farsi ingannare da quel antiquariato che sembra tale ma che di antico ha ben poco.

1 – La provenienza e lo stile

La prima cosa da verificare, quando possibile, è la provenienza. Possiamo infatti cogliere degli indizi dal mobile: La presenza di quadrifogli intarsiati che indica una provenienza Genovese o per esempio la presenza di una firma o dello “stampiglio” che colloca l’origine del mobile in Francia a fine ‘700 quando era obbligatorio per legge. Oppure una particolare impiallicciatura potrebbe collocare in Inghilterra il vostro mobile antico.

Gli stili Classici:

Spesso lo stile del mobile indica la provenienza dello stesso, ma anche dai piccoli dettagli come la carta che riveste gli interni o la manifattura dei pomelli possiamo collocare il mobile nello spazio e nel tempo.

2 – I Materiali e le Lavorazioni

Un tempo, prima dell’industrializzazione i chiodi venivano fatti a mano e come loro la maggior parte dei materiali utilizzati erano chiaramente unici e artigianali, con le loro piccole imperfezioni e grettezza. Grazie “all’Osservazione del ferramenta” un chiodo può essere datato a seconda della forma della testa o della sezione, così come maniglie, cerniere,  bocchette, serrature e chiavi.  Un classico esempio di lavorazione non originale la si può  scoprire cercando i segni della sega meccanica, sono molto regolari e dal caratteristico andamento ondulatorio.

Molto spesso i segni di tagli freschi vengono nascosti all’interno delle giunte o sotto cornici e sagome di riporto.

3 – Essenza originale o colorata?

L’essenza di un mobile spesso è il primo indicatore di autenticità del mobile, variazioni di colore e addirittura di essenza del legno sono un inequivocabile segno di non autenticità o di un restauro.  Occorre un po’ di esperienza per riconoscere le principali essenze dei legni più utilizzati negli ultimi secoli. Ma anche un po’ di furbizia per capire se un legno è colorato, bisogna infatti cercare un graffio o segno di usura dove la vernice è meno spessa per scovare il colore originale di sottofondo.

Attenzione un’essenza con un legno di pregio non sempre fa il mobile antico! Accadeva spesso nei primi dell’800 che legni poveri venissero colorati per farli sembrare più pregiati.

4 – Spessore del legno

Una regola di base è verificare se un mobile è impiallicciato o lastronato a seconda dello spessore dello strato di legno nobile. Infatti si dice lastronato se lo spessore è maggiore di 2-5 mm, invece se inferiore, si dice per l’appunto impiallicciato. Nel primo caso, quando lo spessore è superiore, possiamo quasi sempre affermare che il mobile risale a un’epoca antecedente alla metà dell’Ottocento.

Radiche o lastroni dallo spessore molto sottile (meno di 2 mm), impossibili a trovarsi su un mobile antico, spesso alla lunga si seccano formando delle crestine, la dove radica o lastrone antico formerebbero delle bolle.

5 – Controllo Intarsi e Tarsie

Regola di base: L’intarsio antico veniva fatto a mano, quindi molto probabilmente era imperfetto! Oggi è facile realizzare intarsi con spessori millimetrici, questi sono perfetti e sempre uguali in tutto il mobile.  

Potreste trovare anche intarsi aggiunti in un’epoca successiva a quella d’origine del mobile, sarà facile smascherarli grazie alla diversa patina del legno.

6 – Il tempo e le sue imperfezioni

Il tempo e i segni d’usura sono ottimi alleati per smascherare un falso.  Per esempio quando un cassetto è stato aperto centinaia di volte, inevitabilmente le sue guide saranno usurate così come le sue maniglie saranno più consumate nei punti in cui vengono afferrate.   

Presta attenzione al posizionamento dei punti chiari e scuri del legno, l’autore potrebbe aver cercato di ricreare un’usura che però è inverosimile nel posizionamento, non usuale per una normale usura del tempo.

7 – Il Prezzo

Sembrerebbe scontato ma bisogna farci attenzione! Quando il mobile “Antico” costa poco è quasi sempre un falso o una copia. Quasi mai un antiquario sbaglia. Anche ai mercatini delle pulci dove il venditore non è un esperto, state sicuri che avrà controllato più e più volte la bontà dei propri oggetti in vendita.

Alcuni mobili in stile Luigi Filippo possono essere originali e costar poco, appartengono infatti al periodo dell’industrializzazione e quindi prodotti in grandi quantità.

8 – La Laccatura

Imparare a riconoscere alcuni dei principali tipi di laccatura è sicuramente un vantaggio per collocare il mobile nella sua specifica realtà storica.

  • Lacca Cinese (Coromandel) alto spessore, spesso con tonalità brune, oro e verde scuro;
  • Lacche italiane come la Sandracca, utilizzata soprattutto dai veneziani su supporto di carta disegnata;
  • Vernis Martin, molto usata in Francia, era stata inventata dai fratelli Martin nel tentativo di imitare le laccature cinesi.
  • Gommalacca, laccatura ottenuta da una resina organica poi sciolta in alcool e stesa in più fasi. Quando trovate la gommalacca, il mobile in genere è posteriore al 1800 perché, anche se è conosciuta in Europa dal 1590, prima veniva usata soltanto per pezzi pregiati come i violini Stradivari.

9 – La Patina

La patina di un mobile autentico è il marchio del suo invecchiamento. Non è mai uniforme, ma si presenta più chiara nelle parti più esposte alla luce e all’usura, più scura nelle parti nascoste.

Ricorda i falsificatori spesso esagerano!

10 – I Restauri

È comune riscontrare nei mobili antichi dei segni di restauro, come la sostituzione dei fondi dei cassetti, di maniglie e pomelli, di ripiani interni e schienali, parti spesso soggette alla muffa. Ancora, potreste trovare lastronature o impialliciature non originali.

Attenzione: Un restauro non fa perdere l’autenticità al mobile se eseguito con le giuste tecniche artigiane e i giusti materiali.

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